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Odi et Amo

A volte ho bisogno di qualcuno che mi dica che Andrà tutto bene!

La vita ci rende persone forti. Tuttavia, tutti abbiamo bisogno di sentirci dire che andrà tutto bene!

Sentire questa necessità non è sinonimo di debolezza, bensì rappresenta l’audacia di qualcuno che apprezza un po’ di sostegno e conforto. 

La vita ci mette continuamente alla prova.

“Ciò che non mi uccide, mi rende più forte”  

Friedrich Nietzsche

Ed è una affermazione molto vera, perchè ognuno di noi è ciò che è oggi grazie a tutti gli ostacoli che ha superato, tutte le vittorie che ha ottenuto.

Si risolve tutto alla fine e se non è così… significa che ancora non è la fine.

Il segreto sta nell’equilibrio e nel comprendere che essere una persona forte non significa essere immune alla sofferenza, né insensibile o privo di sentimenti. I forti sono coloro che un giorno si concedono di essere deboli e che, dentro di sé, continuano a subire l’impatto delle avversità. Pertanto, loro più di chiunque altro dovrebbero non solo dare sostegno, ma anche accogliere queste carezze emotive con le quali saziare la loro fame e continuare a curare le loro ferite silenziose.

Qualche volta nella vita abbiamo bisogno tutti di qualcuno ci prenda la mano e ci dica che andrà tutto bene. Ci sono momenti così, nei quali la sicurezza di sé viene meno e una buona autostima non garantisce il successo, la risoluzione del problema o un buon risultato. Ci sono momenti precisi in cui niente è catartico quanto condividere le difficoltà, alleggerendo il peso delle paure e il tarlo delle preoccupazioni.

Ci sono momenti, e questo capita a tutti, in cui il cervello si annebbia e viene pervaso dalle tenebre mentali. Perché i pensieri negativi hanno la cattiva abitudine di essere resistenti, di essere come una melma che mischia la negatività alla tristezza, l’incertezza al caos.

In questi momenti, una mano amica, una mente lucida e un cuore ben disposto possono fare miracoli.

Impariamo, dunque, ad accettare un aiuto, a essere umili e a concederci di accogliere ciò che gli altri ci offrono. Ma impariamo prima di tutto a mettere a disposizione del prossimo la parte migliore di noi stessi per creare, così, contesti più ricettivi, forti e salutari da un punto di vista emotivo.