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“La vita, amore mio”: una poesia di Sándor Márai

La vita, amore mio, è la pienezza.
La vita sono un uomo e
una donna che si incontrano
perché sono fatti l’uno per l’altra,
perché sono, l’uno per l’altro,
ciò che la pioggia è per il mare:
l‘uno torna sempre a cadere nell’altro,
si generano a vicenda,
l’uno è la condizione dell’altro.
Da tale pienezza nasce l’armonia,
e in questo consiste la vita.
Una cosa rarissima fra gli esseri umani.

Bisogna amare con coraggio

Non basta amare qualcuno.

Bisogna amare con coraggio.

Bisogna amare in modo tale che nulla, né ladri né influenze esterne né leggi umane o divine, possa interferire con questo sentimento.

Noi due non ci siamo amati con coraggio.

Ecco quale è stato il guaio.

Ed è colpa tua, perché il coraggio degli uomini in materia d’amore è una cosa ridicola.

L’amore è compito vostro.

Voi donne siete grandi solo in questo…

Siete voi a dover amare eroicamente”.

Sándor Márai

Scrittore, poeta e giornalista ungherese. Nato nell’odierna Kosice, in Slovacchia. Nel 1928 si trasferì a Budapest dove, nel corso del ventennio successivo, pubblicò numerosi romanzi in lingua ungherese. Benché premiate dal successo, le sue opere vennero bollate come realismo borghese.
Una serie di drammi condusse lo scrittore sulla via dell’isolamento. La morte per cancro della moglie e il successivo decesso del figlio segnarono la caduta in un profondo stato di depressione. Màrai si tolse la vita con un colpo di rivoltella, le sue ceneri furono disperse nel Pacifico.
La sua produzione, a lungo ignorata o negletta, a partire dalla prima metà degli anni ’90 ha conosciuto uno straordinario successo, prima in Francia e poi nel resto dell’Europa.