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“Avrei voluto tu fossi stato il primo”: una poesia di Carolina Turroni

Avrei voluto che tu fossi stato il primo.
Non per farmi donna, aprendo le carni.
Ma per scoprirmi donna, aprendomi l’anima.
L’unico pilota in grado di ridare volo
a quella farfalla di piombo che chiamo cuore.

Ho voluto che bevessi dal mio seno, letteralmente.
Immaginando di averti appena tolto dal ventre
come si leva una perla dall’ostrica, d’acqua e di sale.
Per sapere cos’è, dopo aver partorito una vita
poter partorire anche un amore.
Sono un traliccio che ulula in un pomeriggio di vento.
Voglio bruciare in un fulmine di vita, io che non ho vita.
Per questo ho scelto te, che dei sapori della vita sei pieno.
Ed il fulmine di un tuo bacio, che brucia di miele.
Avrei voluto che tu fossi stato il primo.
Che mi avessi tenuto la mano, quando avevi paura.
Che avessi dischiuso le labbra, per chiamarmi Vita.
Tu che sei il mio sorriso e il mio coraggio.
Non sei stato il primo.
Ma l’unico che abbia mai voluto davvero.
Carolina Turroni